LE CATEGORIE DEGLI ISCRITTI AL FONDO COMIT

ingranaggi?











Il Progetto di Erogazione dei Liquidatori (clicca qui) non andrà a beneficio di tutte le varie categorie di iscritti, ma solo a favore dei Pensionati ante '98.
Per rimediare c'è solo la proposta transattiva (consultabile qui) elaborata dal nostro Collegio Difensivo

Vediamo di capire quali sono le varie categorie di lavoratori e pensionati.

ATTIVI:
Sono coloro che si trovavano in servizio nel 2005.
Le loro quote di “riserva matematica” presso il Fondo Comit sono state allora trasferite al Fondo FAPA di Gruppo.
Costoro secondo i Liquidatori sono rimasti “partecipanti” al Fondo fino al momento dello scioglimento, e quindi avrebbero comunque diritto alla ripartizione pro quota dell’ attivo della procedura, ma non all’ applicazione dell’ art. 27 Statuto, pur avendo subito le decurtazioni della Riforma.
In pratica verrebbero “risarciti” delle perdite subite, ma con criterio diverso dall’ art. 27 dello Statuto.
In alcuni casi sarebbe contabilmente per loro più vantaggioso l’ art. 27, mentre in altri casi avverrebbe il contrario.
Dal 2006 in poi una parte di questi “attivi” hanno risolto il loro rapporto di lavoro con Intesa Sanpaolo (spesso perché esodati) ed hanno percepito dal FAPA lo zainetto (ma con quota Comit decurtata dalla Riforma del 1999).
Quando i Liquidatori assegneranno delle somme agli “attivi” al 2005, si verificheranno due ipotesi:
- coloro che nel frattempo sono dimessi / licenziati percepiranno subito con bonifico le somme assegnate;
- coloro che sono ancora in servizio si vedranno trasferire le loro somme al FAPA, per poi riscuoterle al momento opportuno.

PENSIONATI ANTE ’98:
sono i pensionati da una data anteriore al 31/12/97. Non sono stati penalizzati dalla Riforma del 1999, perché non hanno subito una decurtazione del 25,70% della loro pensione mensile. Hanno poi percepito in forma di zainetto una tantum la capitalizzazione della loro pensione mensile.
Secondo i Liquidatori sono rimasti “partecipanti” al Fondo fino al momento dello scioglimento, e quindi avrebbero diritto alla ripartizione pro quota dell’ attivo della procedura, come se fossero i soci di una società che si distribuiscono il patrimonio residuo. In quest’ ottica si ignorerebbe volutamente che questa categoria non ha subito i sacrifici della Riforma, ma si darebbe rilevo soltanto al requisito formale della perdurante iscrizione al Fondo al momento del suo scioglimento.

ESODATI:
sono i lavoratori dimessi / licenziati prima del 2005 senza diritto alla pensione, e che sono stati coinvolti nelle procedure di licenziamento collettivo del 2003/2004. Costoro hanno ritirato dal Fondo Comit lo zainetto, in misura fortemente decurtata dalla Riforma del Fondo.
Chiedono il ripristino di quanto decurtato nel calcolo dello zainetto originariamente effettuato, invocando l’ art. 27 dello Statuto che così stabilisce per le plusvalenze derivanti dalla vendita degli immobili.

PENSIONATI 98/99:
sono i lavoratori andati in pensione negli anni 98/99, titolari di una normale pensione a carico del Fondo che venne poi ridotta del 25,70% in seguito alla applicazione retroattiva della Riforma del 10 dicembre 1999.
Chiedono anch’ essi l’ applicazione dell’ art. 27 dello Statuto.
Secondo i Liquidatori sono rimasti “partecipanti” al Fondo fino al momento dello scioglimento, e quindi avrebbero comunque diritto alla ripartizione pro quota dell’ attivo della procedura, ma non all’ applicazione dell’ art. 27 Statuto.

ZAINETTATI: sono i lavoratori usciti dalla Banca con diritto a pensione dal 2000 al 2004, e che hanno optato per lo zainetto (decurtato) in alternativa alla rendita mensile.
Chiedono anche loro l’ applicazione dell’ art. 27 dello Statuto, come gli esodati.
La differenza rispetto agli esodati (ma che non ci sembra rilevante) consiste nel fatto che avrebbero potuto scegliere di mantenere la rendita mensile, anziché optare per lo zainetto, ma va tenuto presente che lo zainetto è pur sempre un trattamento pensionistico (“capitalizzazione di pensione”) percepito con una modalità alternativa prevista dalla legge e dallo Statuto.

ANTICIPATI: sono coloro che (generalmente per l’ acquisto della prima casa o per spese sanitarie) avevano chiesto l’ anticipazione di una quota della loro pensione, che venne quindi liquidata in un capitale, ma con importo decurtato dalla Riforma del ’99.
Rivendicano anch’ essi l’ art. 27, con la precisazione che ne chiedono l’ applicazione sull’ intera pensione loro spettante, e non solo sulla quota residua della pensione.
Coloro fra questi che erano ancora in servizio nel 2005 secondo i Liquidatori sono rimasti “partecipanti” al Fondo fino al momento dello scioglimento, e quindi avrebbero comunque diritto alla ripartizione pro quota dell’ attivo della procedura, ma solo sulla quota residua della pensione, al netto della anticipazione percepita.

CEDUTI: sono coloro che sono stati ceduti ad altra Banca prima del 2005. La loro “riserva matematica” venne trasferita alla nuova Banca, ma in misura decurtata per effetto della Riforma del ’99.
Rivendicano anch’ essi l’ art. 27.

“NON ADERENTI”: sono coloro che non hanno aderito alla Riforma del 1999, ed hanno impugnato l’ Accordo del 16 dicembre 1999.
Hanno perso le cause in Cassazione nel 2007, con le sentenze n. 21234 e 21235.
Costoro sono stati altresì gli unici soggetti esclusi dai beneficiari dell’ Accordo Anpec / UNP.

VEDOVE ED ORFANI DISABILI: Hanno perduto il diritto alla pensione di reversibilità con decorrenza dalla Riforma del ’99. Ad essi non venne riconosciuto nulla, né allora né in seguito.
Si trattò di una grave ingiustizia, ed è stupefacente il fatto che all' epoca nessuna Associazione o Sindacato ritenne di impugnare questo accanimento verso i soggetti più deboli.

Lo Studio Legale Iacoviello ha poi vinto questa causa, anche in appello, facendo annullare l' accordo sindacale della Cassa di Risparmio di Firenze del 4 novembre 2009: clicca qui per le spiegazioni e la sentenza

Se questi soggetti sono eredi di un pensionato o di un “attivo” deceduto successivamente alla Riforma, percepiranno per successione solo il credito residuo di costui, ma non percepiranno nulla dai Liquidatori quale risarcimento della perdita del loro diritto alla pensione “in proprio” quali superstiti.

NON OPPONENTI: Sono coloro che non hanno mai proposto opposizione allo Stato Passivo. Per loro i termini sono ormai scaduti in modo irrimediabile. La loro problematica è illustrata nell' apposita pagina del nostro sito: clicca qui