La procedura di Liquidazione del Fondo Comit

Tribunale Vogliamo descrivere in modo chiaro e semplice la situazione giuridica della procedura di liquidazione, poiché vediamo circolare tanta confusione e disorientamento.
Chi volesse esaminare direttamente le norme di legge (di non facile comprensione) può cliccare qui

 

Qualunque proposta transattiva si può concretizzare soltanto se si osservano le procedure di legge, altrimenti è tempo perso.
Non ripetiamo gli errori del 2010, quando c’era il consenso di quasi tutti sull’ Accordo UNP/ Anpec, ma poi non se ne fece niente, e passarono altri cinque anni.
Non basta solo la buona volontà o l’ accordo “politico”.

Le regole essenziali della procedura di liquidazione sono le seguenti:
1. I Liquidatori formano uno Stato Passivo, ammettendo od escludendo certi crediti.
2. Tutti hanno il diritto di contestare qualunque decisione dei Liquidatori, ma entro i termini di legge (diciamo 30 giorni, per tenerci larghi).
3. In particolare ognuno può contestare sia decisione sul SUO credito, e sia la decisione sui crediti ALTRUI.
L’ importante è farlo nei termini di legge.
4. Se scadono i termini di legge, la decisione dei Liquidatori diventa DEFINITIVA. Quindi se io, ad esempio, non ho impugnato i crediti dei Pensionati ante ’98, questi sono diventati definitivi.
Allo stesso modo se io non contesto la decisione sul mio credito (sia perché è stato escluso, sia perché lo vorrei di importo più elevato) anche questa decisione diventa definitiva.
5. Nel nostro caso su circa 28.000 crediti, vi sono state solo circa 1.400 opposizioni. Tutti gli altri crediti (ammessi o esclusi) sono diventati definitivi, e quindi intangibili.
6. In particolare non sono stati impugnati i crediti dei Pensionati ante ’98, e nemmeno quelli degli attivi (salvo poche eccezioni). I Sindacati infatti non hanno promosso alcuna opposizione collettiva all’ interno della procedura concorsuale. E’ stato presentato al Giudice del Lavoro un separato ricorso da alcune sigle sindacali, ma questo in ogni caso NON PUO’ MODIFICARE lo Stato Passivo, poiché si svolge al di fuori della procedura. Questa circostanza è ovvia, però viene spesso taciuta.
7. Sono state invece presentate le opposizioni per alcuni creditori esclusi, appartenenti alle seguenti categorie: esodati, “98/99”, anticipati, ceduti, zainettati, “non aderenti”.
Queste opposizioni valgono solo per i SINGOLI opponenti, ma non per la loro CATEGORIA. Quindi la eventuale vittoria di un esodato non può giovare all’ intera sua categoria. Chi dice il contrario fa solo bassa demagogia.
8. Chi ha presentato l’ opposizione per il SUO credito, può cercare di conciliare la SUA causa, per evitare lungaggini e rischi. La transazione vale solo per lui, e non per chi la pensa diversamente. Ovviamente chi NON HA presentato l’ opposizione, ha accettato la decisione dei Liquidatori sul suo credito, e quindi non può più contestarla, ed a maggior ragione non può più transigere.
9. Poiché le transazioni si fanno in due, debbono firmare da un lato i singoli opponenti (tramite il loro Avvocato), e dall’ altro lato i Liquidatori, che debbono essere AUTORIZZATI dal Tribunale, e non possono decidere nulla senza tale autorizzazione.
10. Chi decide di non transigere, sceglierà di far emettere la sentenza dal Giudice per il SUO credito, accollandosi il rischio di causa. Se vince prenderà di più, ma se perde non potrà più tornare indietro e transigere. La sentenza del Tribunale è impugnabile in Cassazione (senza l’ appello).
11. Se i Liquidatori vengono autorizzati dal Tribunale a transigere, la somma individuale transatta dovrà essere addebitata all’ INTERO patrimonio del Fondo, ovvero pro - quota a tutti i creditori del Fondo (come per i millesimi di un condominio). Non è possibile addebitare la somma solo ad ALCUNE CATEGORIE di creditori. Chi afferma il contrario semplicemente IGNORA le regole della procedura concorsuale.

Tirando le somme:
- Gli opponenti possono scegliere se transigere o meno, chi non lo fa accetta coscientemente il rischio di causa, cioè quello di perdere tutto;
- Chi transige vedrà riconosciuto il suo credito, e chiuderà la sua partita con il Fondo;
- I soldi dato a chi ha transatto verranno addebitati pro quota all’ intera massa fallimentare, senza distinzioni;
- Nella massa fallimentare sono entrati i nuovi “rendimenti” sopravvenuti, per circa 23 milioni di Euro. Questi importi dovrebbero essere sufficienti a saldare le transazioni, senza intaccare il credito già riconosciuto nello Stato Passivo ai Pensionati ante ’98 e agli attivi.