L' Accordo UNP / Anpec
Omini





In data 12 luglio 2010 venne firmato l' Accordo UNP / Anpec.

Lo scioglimento dell' Accordo da parte dell' Anpec in data 7 novembre 2013
Purtroppo successivamente l' Anpec, davanti al Tribunale di Milano, all' udienza del 7 novembre 2013 ha chiesto inspiegabilmente la risoluzione dell' Accordo suddetto. La circostanza risulta documentalmente dalla Ordinanza 13/11/13 del Giudice (al punto n. 2, terzo alinea), ed è assai grave.
Nessuno aveva autorizzato l' Anpec a violare in questo modo il mandato conferito dai nostri assistiti, che al contrario esplicitamente prevedeva l' obiettivo di chiedere l' attuazione dell' Accordo.
Per fortuna questo "scioglimento" dell' Accordo non ha alcun valore di legge, poichè l' Anpec non ha nessun potere di risolvere un Accordo che dopo il referendum del gennaio 2011 appartiene ormai a tutti gli iscritti al Fondo.

Il contenuto dell' Accordo

Si tratta di un accordo mediante il quale la categoria dei pensionati ante '98 ha dato il suo consenso alla cessione di € 70 milioni complessivi a favore delle altre categorie fino ad allora escluse dal Riparto (esodati, anticipati, ceduti, ecc. ) .
L' Accordo venne sottoscritto soltanto dagli esponenti dell' Anpec e dell' UNP, ma non venne mai sottoscritto dai Liquidatori, come si ricava facilmente dall' esame del suo testo.
Anzi il testo dell' Accordo venne portato formalmente a conoscenza dei Liquidatori con lettera di accompagnamento del 12 luglio 2010, firmata dagli esponenti dell' Αnpec e dell' UNP.
Nella lettera di accompagnamento del 12 luglio 2010 (a pag. 4 del testo), l' Anpec e l' UNP chiedevano ai Liquidatori di dare corso alla "conseguente erogazione, salvo diverso avviso delle Autorità di Vigilanza, di tutte le somme disponibili (con la sola esclusione del suddetto accantonamento per la pretesa del Fisco, ...)"


Il referendum del gennaio 2011

Il suddetto Accordo venne poi da parte dei Liquidatori:
- comunicato ai Sindacati in data 18 ottobre 2010
- comunicato alle Autorità di Vigilanza (Covip nonchè Presidente del Tribunale)
- sottoposto a sondaggio fra i pensionati, con lettera del 14 gennaio 2011.
- l' esito favorevolissimo del sondaggio venne poi ulteriormente comunicato in data febbraio 2011 alla Covip ed al Presidente del Tribunale.


La validità giuridica dell' Accordo

Si è cercato allora di ottenere una sentenza che dichiarasse valido e vincolante per tutti i pensionati (erga omnes) l' Accordo suddetto, tenuto conto dell' esito favorevolissimo del sondaggio.

Si tratta di una problematica giuridica assai delicata e complessa, che richiede competenze specialistiche di diritto della previdenza complementare.

Noi abbiamo esposto diffusamente le ragioni giuridiche a sostegno della vincolatività dell' Accordo, tenuto conto dell' esito del sondaggio, con molte argomentazioni che si possono leggere cliccando qui.

Nessun Giudice ha avuto modo di pronunciarsi nel merito sulla vincolatività erga omnes dell' Accordo, poichè si è fermato prima ad altre considerazioni di carattere meramente procedurale.
Vi è stato solo un "accenno" negativo in alcune sentenze della Corte d' Appello di Milano, ma la Cassazione - su nostra richiesta - ha ribadito che non si trattava di una vera e proria pronuncia, ma solo di un "obiter dictum" (ovvero di un mero passaggio motivazionale) della sentenza, senza alcuna efficacia preclusiva.
La partita quindi giuridicamente è ancora aperta.